Mutuo a tasso bilanciato : i mutui a tassi bilanciati hanno la peculiarità di ripartire o, per meglio dire, bilanciare i tassi all'interno di ogni singola rata che forma il mutuo. A differenza del sistema del
mutuo a tasso misto che come abbiamo visto ripartisce i tassi tra 2 diversi periodi temporali, nel mutuo a tasso bilanciato i tassi (fissi e variabili) vengono suddivisi nelle singole rate ed in percentuali predeterminate dall'utente o comunque in base a determinate condizioni contrattuali. Statisticamente chi sceglie il mutuo a tasso bilanciato ripartisce la rata nel seguente modo: circa il 30% a tasso fisso ed il restante 70% a tasso variabile. Ma, in base al periodo storico ovvero alle proprie percezioni la percentuale può variare ad esempio tra 20% e l'80%, il 10% e il 90% o addirittura capovolgersi nella maggiore percentuale a favore del fisso. L'importante è capire che il mutuo a tasso bilanciato opera a livello di ogni singola rata. Se questa varierà è perchè a variare, sarà la percentuale relativa alla frazione di tasso variabile, mentre la frazione relativa al tasso fisso rimarrà immutata per tutto il periodo del mutuo. Questa è la vera essenza del mutuo a tasso bilanciato che ha una propria e precisa motivazione.
Perchè scegliere un mutuo a tasso bilanciato ? : la scelta dei mutui a tasso bilanciato è sofisticata. Il mutuo bilanciato "dovrebbe" servire a ponderare i rischi dovuti alle oscillazioni dei tassi sia al rialzo che al ribasso. Attraverso il mutuo a tasso bilanciato si cerca di calmierare o bilanciare l'aumento sproporzionato della rata di un mutuo senza tuttavia rinunciare al vantaggio di una discesa dei tassi, ma, contestualmente, tamponando una eventuale rialzo dei medesimi. Cioè, cerchiamo di spiegare il tasso bilanciato con una simulazione: poniamo di bilanciare fisso e variavile al 50% ciascuno; se il tasso variabile sale saremo parzialmente coperti dal restante 50% fisso, quindi la rata aumenterà meno di un mutuo variabile puro. Se, viceversa, i tassi scendono usufruiremo della diminuzione della rata perchè a scendere sarà solo quel 50% del variabile. In buona sostanza facendo una divisione paritaria dei tassi dimezziamo il rischio di aumento della rata, ma dimezzeremo pure il vantaggio di una diminuzione della stessa. Nella simulazione di un tasso bilanciato al 50% vediamo che il fine è quello di rendere più o meno stabile la rata durante il corso del mutuo. Naturalmente le cose cambiano se usiamo percentuali differenti, ad esempio un tasso bilanciato al 20% e 80%, ecc. Concludiamo dicendo che stabilire la giusta percentuale con la quale dividere la rata dipende dalla cultura finanziaria dell'utente che a sua volta la trae da contesto del mercato e sue previsioni, ma se volete sottoscrivere un mutuo a tasso bilanciato fareste bene ad affidarvi ad un serio professionista.